Ho comprato Google Home Mini



Alla fine non ho dato retta alla mia indole complottista (“Ma come ti metti un microfono in casa?”) e ho comprato Google Home. Più per curiosità che per necessita ma, forse, anche perché so di essere un gran pigrone. L’idea di avere un servitore virtuale “super intelligente” che facesse tutto quello che voglio mi stuzzicava, non lo nego.

Ma andiamo la nocciolo della questione; 
Ho comprato la versione Mini approfittando di una offerta di Unieuro che lo propone in Bundle a 59 euro con una smart plug tp-link. C’era anche l’offerta a 49 con un Chromecast incluso ma ho optato per la smart prima perché credo di avere già 3 Chromecast (peraltro utilissime) e volevo provare ad accendere la luce con i comandi vocali come fanno nei film Sci-Fi.

La confezione è molto minimalista ma contiene tutto il necessario, cioè: il Google Home Mini, il cavo Usb con l’alimentatore (non ha la batteria per cui deve essere sempre connesso alla rete elettrica), le istruzioni di base per il set up e la garanzia. Il dispositivo è ben costruito e non da l’impressione di essere qualcosa di tecnologico e perciò malvagio. 
Ci si sarebbe potuto aspettare uno scatolotto nero lucido con led azzurri o verdi lampeggianti “molto tech”, invece ci si ritrova in mano un oggetto che rimanda immediatamente un feeling confortevole e che ti mette subito a tuo agio. C’è solo uno switch per disabilitare il microfono (per non farsi sentire da LORO) e poi un rivestimento di tela che nasconde due comandi a sfioramento sui lati per i controllo del volume. Quattro led che si illuminano e si spengono in modo graduale con i colori di Google completano un design funzionale che si adatta bene con qualsiasi tipo di arredamento.

“Unboxato” l’aggeggio l’ho collegato alla rete wi-fi di casa con la procedura prevista che va liscia come l’olio ed è veramente a prova d’asino. 
Si, d’accordo, ammetto che avevo già installato l’app Google Home, ma non credo sia un problema ormai per nessuno questa parte della procedura. 
Ho collegato 2 televisori con Chromecast, un televisore che è collegato all’Android TV di Tm Vision e la smart plug per gestire la lampada da tavolo dello studio. 

Ma andiamo con ordine e iniziando dai televisori. 
L’app Google home fa l’elenco dei device compatibili con Google Home trovati nella rete domestica, tra i quali i 2 Chromecast e chiede se li si vuole associare. Chiede poi in quale stanza della casa sono posizionati in modo da gestire anche raggruppamenti di dispositivi (comodo se si hanno per esempio altoparlanti in giro per casa e si vogliono far suonare in modo selettivo o tutti insieme). Anche l’associazione dell’Android TV è stata molto veloce. 

Per associare, invece, la smart plug di tp-link, ho dovuto scaricare l’app KASA del costruttore, creare un account e abilitare il controllo remoto. Fatto questo ho dovuto ritornare all’app Google Home che, attraverso l’immissione delle credenziali di KASA, ha preso il controllo della smart plug. La lista dei sistemi smart home compatibili è lunghissima anche perché credo che nessun produttore sano di menti produca periferiche smart non compatibili con il sistema di Google o con Alexa di Amazon. Tra l’altro, ho scoperto che attraverso lo standard TIFF è possibile anche creare macro per fare eseguire attività complesse al Google Assystant, che è poi il Genio della Lampada che sta dentro Google Home.

Collegati tutti i dispositivi ho iniziato a sperimentare.
Per prima cosa ho iniziato con le domande suggerite dallo scarno foglietto di istruzioni presente nella confezione: “Che tempo fa oggi?”, “Dimmi le ultime notizie”, eccc…
Non voglio annoiare con queste cose basic che trovate in centinaia di video su youtube o su altre recensioni. Queste interazioni di base funzionano tutte bene: la voce è riconosciuta senza problemi, le risposte sono elaborate in modo molto veloce, tanto da indurre a pensare si sta interagendo con una persona vera. 

Le cose si complicano invece quando si interagisce con più di un dispositivo contemporaneamente senza usare parole chiave specifiche. 
Ad esempio se dico “metti Vasco Rossi” l’assistente riproduce brani di Vasco Rossi presi da Google Play Music (ma si può anche associare Spotify) sull’altoparlante di Google Home mini. Se voglio invece video da Youtube di Vasco devo dire “Riproduci Vasco da Youtube su TV Cucina”. Se sono in esecuzione insieme e voglio mettere in pausa un dispositivo devo specificare quale altrimenti lui va in pallone e blocca ed esce da youtube su Chromecast e mette in pausa la musica. 
Non credo sia un difetto perché le AI, per ora non leggono ancora nel pensiero, ma è necessario essere specifici e fare un po’ di allenamento per padroneggiare i comandi. 
Alle volte poi, sempre se non si specifica l’assistente decide di riprodurre i brani da Youtube invece che da Google Play Music o viceversa, Non è possibile, o almeno non ci sono riuscito, dopo un uscita dall’app utilizza, ad esempio google play music, far riprendere una playlist dal punto in cui si era rimasti.

Molto interessante la possibilità di costruire macro di base,con alcune di esse, come la routine del Buongiorno,già preimpostate. Dicendo “Hey Google, buongiorno” l’assistente saluterà, dirà le previsioni, del tempo, il traffico in zone e farà partire i titoli di diversi servizi di News che hanno accordi con Google. Si possono sentire i titoli dell’ultimo Tg5, i Cento Secondi di Mentana, i titoli sportivi e altro. tutto è ampiamente personalizzabile e configurabile tramite l’app Google Home.
Anche la smart plug funziona perfettamente e permette anche di configurare accensioni e spegnimenti programmati o un tempo di ritardo per lo spegnimento. Funzionalità comode quando vogliamo far credere che siamo in casa …

Purtroppo Android Tv è riconosciuto ma, molto stranamente, ancora non supportato per quanto riguarda i comandi vocali. Nell’app Google Home si precisa però che presto lo sarà (e meno male).
E’ possibile anche collegare telecamere, elettrodomestici vari, termostati ed una miriade di altri dispositivi. 

L’esperienza nel suo insieme mi ha convinto e credo che estenderò presto  le funzionalità smart ad altre parti della casa. 
Il piacere di entrare nello studio e dire “Hey Google accendi la luce “ e poi “Hey Google metti della musica” e vedere che i comandi sono eseguiti con precisione quasi istantaneamente, credo che diventerà fonte di dipendenza. Sto già pensando a Google Home Hub per la cucina… ;-)

Commenti

Post più popolari